Aggiornato al 9 ottobre 2026
Hai tempo fino al 2 novembre 2026 per decidere se aderire al concordato preventivo biennale per gli anni 2026 e 2027. Quest’anno le regole sono cambiate: il decreto correttivo “Omnibus” ha reso il patto più flessibile e ha riservato vantaggi aggiuntivi a chi rinnova. Vediamo cosa cambia e come capire se ti conviene.

Cos’è il concordato preventivo biennale
Il concordato preventivo biennale (CPB), introdotto dal D.Lgs. 13/2024, è un accordo tra partita IVA e Fisco. L’Agenzia delle Entrate ti propone un reddito per due anni, calcolato sui dati che ha già a disposizione. Se accetti, paghi le imposte su quel reddito, anche se poi guadagni di più.
In cambio ottieni tranquillità: il reddito eccedente non è tassato ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, e hai benefici sui controlli. L’IVA resta dovuta secondo le regole ordinarie; i contributi previdenziali si pagano sul reddito concordato, salvo scelta di pagarli sul reddito effettivo. Restano però tutti gli obblighi ordinari: contabilità, dichiarazione dei redditi e IRAP, dati ISA.
Possono aderire le imprese e i professionisti soggetti agli ISA. I forfettari ne sono esclusi dal 2025. Non si può aderire, tra l’altro, se hai debiti tributari o contributivi definitivi superiori a 5.000 euro, se manca una dichiarazione dovuta in uno dei tre anni precedenti o in caso di condanne per reati tributari.
Perché la scadenza è il 2 novembre
Il termine di legge per aderire è il 31 ottobre 2026. Poiché cade di sabato, slitta a lunedì 2 novembre 2026, la stessa data di invio del modello Redditi.
Puoi aderire in due modi: insieme alla dichiarazione dei redditi, oppure in via autonoma, inviando il modello CPB con il solo frontespizio di Redditi 2026. Attenzione: la scelta non si recupera dopo. Per l’adesione non sono ammesse né la remissione in bonis né la dichiarazione tardiva.
Le novità del decreto Omnibus
Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 (decreto correttivo “Omnibus”), in vigore dal 12 agosto 2026, ha modificato il concordato (art. 28) e introdotto un ravvedimento speciale per chi rinnova (art. 29). Le novità valgono dal biennio 2026-2027 e seguono un doppio binario. Per tutti: l’adesione senza i requisiti è priva di effetti fin dall’origine, gli errori nei dati si correggono con dichiarazione integrativa e la decadenza per accertamento scatta solo con scostamenti superiori al 30%. Altre regole valgono solo per chi rinnova.
Il 6 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 8/E, una guida completa che sostituisce le circolari precedenti sul concordato.

Chi rinnova: i vantaggi in più
Se hai aderito per il biennio 2024-2025 e rinnovi per il 2026-2027, oltre ai benefici ordinari ottieni:
- esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti fino a 100.000 euro l’anno per l’IVA (anziché 70.000) e fino a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP (anziché 50.000), ed esonero da visto e garanzia per i rimborsi IVA fino a 100.000 euro;
- termini di accertamento ridotti di due anni anziché uno;
- acconti con metodo storico senza maggiorazione;
- rateizzazione senza interessi di saldo e acconti delle imposte per gli anni del concordato;
- un ravvedimento speciale per sistemare le annualità passate (2020-2023) pagando imposte sostitutive con aliquote agevolate.
Chi aderisce per la prima volta ha comunque i benefici ordinari (esonero dal visto fino a 70.000 euro per l’IVA e 50.000 euro per dirette e IRAP, termini di accertamento ridotti di un anno), ma non le soglie maggiorate, la rateizzazione senza interessi e il ravvedimento speciale. Attenzione: se nel 2024-2025 hai guadagnato più del concordato, la nuova proposta parte dal reddito effettivo 2025 e può risultare più alta.
Chi resta fuori
La legge prevede che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza intensifichino i controlli su chi non aderisce o decade. Non aderire non è un errore, ma conviene farlo dopo una valutazione documentata, non per inerzia.
Quando il patto si interrompe
Il concordato cessa, ad esempio, se cessi o cambi attività, se passi al forfettario, se fai operazioni straordinarie, se superi del 50% il limite di ricavi o compensi previsto per gli ISA, o se circostanze eccezionali riconosciute con decreto riducono il reddito di oltre il 30%. Decade invece in caso di violazioni gravi, come accertamenti con scostamenti superiori al 30%.
Quando conviene aderire
La domanda chiave è una: il reddito che prevedi per il 2026 e il 2027 è superiore a quello proposto dall’Agenzia? Se sì, il concordato ti fa pagare meno. Se prevedi un calo, rischi di pagare su un reddito che non hai.
In pratica, il concordato tende a convenire se:
- la tua attività è in crescita e prevedi ricavi in aumento;
- hai un punteggio ISA alto, perché l’aumento richiesto rispetto al reddito già dichiarato è più contenuto;
- hai già aderito nel 2024-2025 e puoi sfruttare i vantaggi del rinnovo.
Conviene invece pensarci bene se prevedi un anno debole, investimenti importanti o una riorganizzazione della tua attività.
In sintesi
- Scadenza: 2 novembre 2026, senza possibilità di recupero
- Regole nuove dal D.Lgs. 148/2026 e dalla circolare 8/E del 6 ottobre 2026
- Chi rinnova ha esonero dal visto, rate senza interessi e ravvedimento speciale
- Conviene se prevedi un reddito superiore a quello proposto
Domande frequenti
Posso aderire dopo il 2 novembre? No. Il termine è perentorio e per l’adesione non è ammessa la remissione in bonis.
Se aderisco e poi guadagno di più, pago di più? No. Paghi le imposte sul reddito concordato; quello eccedente non è tassato.
Se aderisco e poi guadagno di meno? Paghi comunque sul reddito concordato, salvo i casi di cessazione previsti dalla legge. Per questo la previsione dei ricavi è il punto più importante della valutazione.
Posso ripensarci dopo aver aderito? La revoca è possibile solo entro lo stesso termine del 2 novembre 2026. Dopo, il patto vale per i due anni.

Valuta la tua proposta con lo Studio
Ogni proposta va confrontata con i tuoi numeri reali. Lo Studio Salaris confronta la proposta dell’Agenzia con le tue previsioni di ricavi e costi e ti dice, cifre alla mano, se aderire ti conviene. Prenota una consulenza entro il 23 ottobre per avere il tempo di valutare con calma.
Dott. Piergiorgio Salaris – Dottore Commercialista e Revisore Legale, Cagliari
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